DDL Professioni Sanitarie

Pubblicata in G.U. la L. n.11 - 01/2018

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/1/31/18G00019/sg

 

LEGGE 11 gennaio 2018, n. 3 

 

Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonche' disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. (18G00019) (GU Serie Generale n.25 del 31-01-2018) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/02/2018

Il DDL 1324 è legge

Il 22/12/17, Palazzo Madama ha dato il via libera definitivo al ddl n. 1324-B, sulle professioni sanitarie (con 148 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti). Si attende ora la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica. Da quel momento in poi, dovranno avviarsi le due procedure previste dalla legge: conferenza stato-regioni per la definizione dei titoli equipollenti, l'ambito di attività e le funzioni caratterizzanti la professione di osteopata, e il decreto del MIUR, in concerto con quello della Sanità, per definire l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia nonché eventuali percorsi formativi integrativi. È solo da come andranno a finire queste procedure che potremo parlare di riconoscimento, ed il "come" rappresenterà l'oggetto delle nostre future battaglie. 

L’Associazione Nazionale Professionisti Osteopati, si è posta l'obiettivo della tutela dell’osteopata e del paziente, il quale ci obbliga alla massima onestà intellettuale nella spiegazione di tutto ciò che riguarda la legislazione e la giurisprudenza sulla nostra professione. Nelle prossime settimane, avvieremo una serie di dibattiti e studi, dove elaboreremo una serie di proposte tecniche da discutere in quei tavoli di trattativa. Dunque, in un clima di fiducioso ottimismo, poiché finalmente lo Stato ha riconosciuto l’esistenza dell’Osteopatia, invitiamo tutti alla ragionevole cautela, esortando ciascuno a studiare l’articolato di legge per poter fare proposte. 

La cautela si impone per il fatto che nel lontano 2007, una norma della finanziaria divenuta legge, definiva la Chiropratica professione sanitaria di primo grado, salvo attendere invano il decreto ministeriale che ne regolamentasse i titoli equipollenti e la formazione, rendendo di fatto assolutamente inapplicabile ed inesigibile l’enunciazione iniziale di quella legge. Visto che le elezioni sono alle porte, e che da oggi il ruolo del governo è determinante rispetto all’iter sopra richiamato, chiederemo con forza che siano rispettate le tempistiche previste dalla legge, augurandoci che si avvii presto la discussione su questi tavoli. Nel frattempo, ribadiamo che l’Osteopata continua regolarmente e legalmente a lavorare con la legge 4/2013, garantendo che non ci sarà alcun “buco” normativo nella (speriamo) breve fase di transizione verso un futuro sognato per decenni da migliaia di professionisti e pazienti.

 

Paolo Cola D.O.

Segretario Associazione Nazionale Professionisti Osteopati

 

LINK sulla nuova legge: 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/1048722/index.html

 

 

DDL Lorenzin: intervista su Quotidiano Sanità

6 novembre 2017

Ddl Lorenzin, Cola (Anpo): «Finalmente un riconoscimento per l’osteopatia, ma attenzione alla formazione…»

Paolo Cola, Segretario Nazionale dell’Associazione Nazionale Professionisti Osteopati, si dice soddisfatto del via libera della Camera ma mette in guardia il Ministero sul rischio di osteopati con una formazione al di sotto degli standard internazionali

di Serena Santi   http://www.sanitainformazione.it/lavoro/ddl-lorenzin-anpo-osteopatia/  

«Dopo 30 anni di attesa e dopo che un terzo degli italiani si rivolge all’osteopatia, finalmente lo Stato si è reso conto di quanto fosse necessario regolamentare la professione e la formazione dell’osteopata». A commentare il Ddl Lorenzin, il cui articolo 7 individua l’osteopatia come professione sanitaria, è Paolo Cola,  Segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Professionisti Osteopati (Anpo). Il provvedimento ha ottenuto il via libera della Camera e attende adesso l’approvazione del Senato. «Siamo ancora a due terzi del lavoro, ma siamo fiduciosi. Ora attendiamo l’approvazione definitiva del testo e poi potremmo dirci realmente soddisfatti e felici».

 

Non tutto il mondo sanitario ha tuttavia accolto con favore il riconoscimento dell’osteopatia: «Ma si tratta di una minoranza – commenta Cola -. Di fatto la maggior parte dei medici e dei fisioterapisti collabora con gli osteopati. La professione comunque è stata riconosciuta in tutto il mondo, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha emanato delle direttive volte a regolamentarne l’esercizio e la formazione dell’osteopata: l’OMS ha infatti stabilito che servono4200 ore di formazione per far sì che un osteopata sia tale e sia capace di mettere le mani sulle persone, fare un’anamnesi osteopatica e quant’altro. Inoltre – prosegue il Segretario – alcune sentenze del Tar hanno già messo in evidenza che l’osteopatia non è una professione che si sovrappone con quella del medico o del fisioterapista, ad esempio, ma si tratta di una cosa diversa». Difficile comprendere allora, a detta di Cola, la levata di scudi di parte del mondo medico contro questo articolo del Ddl Lorenzin, che pare stia per giungere al termine di un iter parlamentare particolarmente travagliato. «La Costituzione prevede la libertà di cura, quindi non capiamo perché, se rispetta delle regole, l’osteopata non debba operare, cosa che fa tranquillamente da anni», sottolinea Cola.

Ma chi può definirsi osteopata? Qual è il percorso formativo da seguire per intraprendere questa professione? «Al momento il Ddl Lorenzin non prevede nulla in tema di formazione. Se il testo verrà approvato, la Conferenza Stato-Regioni definirà, entro tre mesi dalla promulgazione della legge, i titoli equipollenti, e le associazioni come l’Anpo dovranno partecipare a questo processo, cercando di coinvolgere il più possibile anche le scuole. Poi sarà il Ministero, sentito il parere del Consiglio Superiore della Sanità e il Consiglio Universitario Nazionale, a decidere sulla formazione. In queste fasi occorrerà fare molta attenzione – avverte Cola -: in un quadro non normato come quello attuale è infatti possibile che ci siano anche realtà formative non adeguate, che non assicurano una formazione sufficiente e che non sono in linea con gli standard internazionali. Chiederemo al Ministero di fare un’attenta analisi dei profili dei diplomati nelle scuole private osteopatiche, valutando l’effettiva formazione di 4200 ore, che devono includere lezioni di anatomia, di fisiopatologia, di neuroanatomia e di altre materie di base insegnate da medici o comunque da laureati in medicina e chirurgia. E ci tengo a precisare questo: le materie mediche devono essere insegnate dai medici, le materia osteopatiche dagli osteopati».

Tra le regole principali da rispettare per poter iscriversi all’Anpo emergono proprio quelle legate alla formazione e all’aggiornamento continuo: «Noi chiediamo ai nostri iscritti di certificare almeno 16 ore di corso d’aggiornamento. La nostra commissione didattico scientifica valuterà poi se quel determinato corso formativo è utile o meno, altrimenti non rinnoviamo l’iscrizione. E questo è a garanzia del consumatore e del paziente, che può quindi essere sicuro che tutti gli osteopati che trova sul nostro sito web hanno adempiuto a questi doveri. D’altro canto – conclude Cola – come in tutte le professioni, dopo la formazione obbligatoria occorre che ci si aggiorni, soprattutto nelle materie mediche, in cui ogni giorno si scoprono cose nuove di cui prima non eravamo a conoscenza. Dunque, per concludere, occorre che il professionista si aggiorni per poter valutare sempre meglio e per curare sempre meglio il cittadino».

24 ottobre. Con 223 voti favore, la Camera approva l'art. 7 DDL Lorenzin

Con 223 voti favore, la Camera approva l'art. 7 DDL Lorenzin.

 

TESTO

della Commissione Affari sociali

APPROVATO DALL’AULA della Camera il 24/10/17

e commento A.N.P.O.

 

 Art. 7.

(Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell'osteopata e del chiropratico).

 

1. Nell'ambito delle professioni sanitarie sono individuate le professioni dell'osteopata e del chiropratico, per l'istituzione delle quali si applica la procedura di cui all'articolo 5, comma 2, della legge febbraio 2006, n. 43, come modificato dalla presente legge.

2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l'ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell'osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

 

TESTO

del disegno di legge N. 3868 approvato dal Senato della Repubblica

    TESTO

della commissione Affari sociali APPROVATO DALL’AULA il 24/10/17

Art. 4.

(Istituzione e definizione della professione dell'osteopata).

Art. 7.

(Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell'osteopata e del chiropratico).

      1. Nell'ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione dell'osteopata. Per l'esercizio della professione sanitaria dell'osteopata è necessario il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 5, commi 1, 2, 4 e 5, della legge 1 febbraio 2006, n. 43, ai fini dell'individuazione delle competenze riconducibili alla professione dell'osteopata.

      1. Nell'ambito delle professioni sanitarie sono individuate le professioni dell'osteopata e del chiropratico, per l'istituzione delle quali si applica la procedura di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come modificato dalla presente legge.

      2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell'esercizio della professione sanitaria di cui al comma 1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è definito l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia.

      2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l'ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell'osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

      3. È istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, l'albo per la professione sanitaria di osteopata. Possono iscriversi all'albo i soggetti che hanno conseguito la formazione universitaria in osteopatia, ai sensi del decreto di cui al comma 2, e i soggetti in possesso dei titoli di cui al medesimo comma 2.

      Soppresso

 

Dichiarazione in aula del Relatore On. Marazziti: “Allora abbiamo fatto la scelta di questa legge aperta. Gli osteopati e i chiropratici sono individuati come nuove professioni, la loro istituzione sarà la stessa che varrà per tutte le altre professioni sanitarie e saranno e sono le prime due professioni che verranno prese in esame. Pertanto, il punto di equilibrio trovato, molto innovativo, mi sembra che abbia un riscontro in un mutato sentore e sentire delle molte professioni sanitarie, sia quelle che aspirano, sia gli osteopati e i chiropratici, e mi sembra ci sia soddisfazione”.

 

 

 

L’Associazione Nazionale Professionisti Osteopati, ringrazia i signori Deputati per aver deciso di dare avvio al processo di regolamentazione dell’Osteopatia quale figura sanitaria di primo livello. Attendiamo ora l’esame finale del Senato, dal quale tutto è cominciato, e senza il quale non si sarebbe potuti arrivare a questo punto. Ci auguriamo che quest’ultimo atto si concretizzi prima della fine della legislatura, permettendo al Paese di uniformarsi agli altri stati europei e internazionali.

Se ciò avverrà, saremo impegnati come Associazione Professionale all’appuntamento previsto dalla Legge per ciò che concerne i titoli pregressi, l’inquadramento professionale e l’imprescindibile ruolo delle attuali scuole osteopatiche, senza le quali oggi non esisterebbero osteopati in grado di alleviare le molteplici problematiche dei cittadini italiani. 

Associazione A.N.P.O.

Settembre 2017. Approvazione emendamenti alla Camera

Con l'approvazione degli emendamenti da parte della Commissione Affari Sociali della Camera il 20 settembre 2017, il Disegno di Legge sul riordino delle Professioni Sanitarie contiene le seguenti novità:

 

  1. All’art. 4 (che sostituisce gli artt. 4 e 5 del testo approvato al Senato), nel primo comma vengono "individuate" (e non istituite) due nuove figure di professioni sanitarie: l’osteopata ed il chiropratico, per l'istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’art. 5 della legge n. 43/2006 comma 2, modificato da questo articolo.
  2. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge, un accordo stipulato in sede di Conferenza Stato-Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, definirà l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale, nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti.
  3. Si definisce l’ordinamento didattico della formazione, che viene individuato entro sei mesi dall'emanazione della legge, con decreto del Ministero dell’Istruzione, di concerto con il Ministero della Salute, dopo aver acquisito il parere del consiglio Universitario nazionale e del Consiglio Superiore della Sanità.

 

 Attendiamo gli sviluppi per l'eventuale approvazione da parte dell'aula.